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DI TUTTO UN PO' DAL NOSTRO MONDO

Price cap e rinnovabili; a che punto siamo?

25/10/2022

Dieci ore di discussioni e negoziati febbrili, ma alla fine il Consiglio europeo ha raggiunto un accordo sul tema energia. Al centro della discussione dei 27, come facile supporre data la situazione internazionale, il tema del price cap alle forniture di gas. “Abbiamo concluso un accordo sul tema dell’energia-  ha dichiarato Charles Michael al termine della sessione di lavoro -. Per molti mesi, comprese le ultime settimane, abbiamo lavorato molto, discusso, fatto progressi sull’argomento. […] In questi giorni, partendo dalle proposte della Commissione abbiamo lavorato per conciliare i diversi punti di vista”. Ma se l’intervento sul price cap ha carattere d’urgenza, il Consiglio europeo non può prescindere, e quindi non inserire all’ordine del giorno, anche il tema delle rinnovabili. La transizione ecologica resta uno snodo centrale delle politiche energetiche internazionali, infatti i Ventisette membri del Consiglio hanno chiesto formalmente di velocizzare la semplificazione delle procedure autorizzative per le rinnovabili, anche “con misure di emergenza”.
Prossimo appuntamento è per il 25 ottobre a Bruxelles, dove i responsabili dell’energia degli Stati membri si incontreranno per fare il punto della situazione; se il confronto non dovesse avere il successo sperato, potrebbe essere convocato un nuovo Consiglio europeo straordinario già a novembre.

Monte Fuji

L'anno giusto

10/10/2022

Il 2022 parrebbe essere un buon anno per l’agrivoltaico, vista anche l’aumentata attenzione che gli riserva il mondo della politica a livello globale, spinta a questo anche dalla situazione che si è creata a causa del conflitto in Ucraina. Tuttavia, affinché l’incontro tra fotovoltaico e agricoltura abbia successo è necessario che i due elementi creino una sorta di ecosistema di cui entrambi possano beneficiare. Non si tratterebbe di una semplice coesistenza, bensì di un nuovo equilibrio che ha come obiettivo un risultato win win, ovvero vantaggioso per agricoltura ed energia . Il progetto InSPIRE ha provato a definire gli aspetti chiave per ottenere  questo risultato, individuando le cosiddette  5C dell’agrivoltaico. Il progetto, guidato dal National Renewable Energy Laboratory (NREL) e finanziato dal Governo statunitense, ha appena completato la sua seconda fase triennale di ricerca. E se nella prima ha cercato di quantificare i vantaggi dell’agrivoltaico e di registrare alcune prime buone pratiche nel campo, nella seguente ha cercato di mettere a fuoco gli elementi del successo. “Abbiamo scoperto che vi sono alcune intuizioni applicabili a tutti i tipi di progetti agrivoltaici”, spiegano i ricercatori nello studio che raccoglie i risultati del lavoro. Nello specifico, gli esperti hanno riassunto il tutto in “5 C”: clima, configurazione strutturale, colture selezionate, compatibilità e collaborazione. Si tratta di un compendio puntuale in grado di indirizzare fin da subito l’agrivoltaico 2022 sui giusti binari.

Calendario

L'inseguimento

dell'autonomia energetica

13/09/2022

Siamo il paese del sole (e in alcune aree anche del vento) eppure siamo, ancora, tra i fanalini di coda in Europa per quanto riguarda l’autonomia energetica. A voler vedere il bicchiere mezzo pieno, comunque, questo significa che abbiamo ancora molto margine di crescita… A ricordarlo, nel corso del Forum Ambrosetti tenutosi a fine settembre a Cernobbio il position Paper realizzato da The European House – Ambrosetti in collaborazione con A2a. I dati presentati nel rapporto sono chiari e mostrano come l’Italia attualmente sia, appunto, uno dei Paesi con la più bassa autonomia energetica in Europa, producendo nel proprio territorio solo il 22,5% dell’energia consumata, a fronte di una media europea del 39,5%. Tuttavia ci sono ampi margini di crescita: in particolare, il nostro Paese, agendo su elettrificazione dei consumi ed efficientamento, potrebbe raggiungere il 58,4% di autonomia energetica, quasi triplicando gli attuali livelli, con un incremento di circa quattro volte rispetto a quello rilevato negli ultimi 20 anni.

Va anche detto, però, che allo stesso tempo l'Italia è tra i Paesi più virtuosi in termini di miglioramento dell'autonomia energetica, avendo aumentato il proprio livello di 9 punti percentuali tra il 2000 e il 2019. Questa crescita è riconducibile allo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili presenti sul territorio e ulteriormente sfruttabili.

tastiera

Gli aiuti della Commissione Europea

12/07/2022

La Commissione Europea ha messo a disposizione (fino al 30 giugno 2026) un regime di aiuti da 1,2 miliardi di euro per il fotovoltaico agricolo italiano, tutto finanziato dal Recovery Fund europeo attraverso il Pnrr.

Il programma punta a migliorare la competitività dell’industria agroalimentare e agricola e, contestualmente, favorire l’uso di energie rinnovabili per garantire una crescita sostenibile del settore, facendo leva sugli effetti positivi sul clima garantiti dalla tecnologia del fotovoltaico in agricoltura. Il piano, inoltre, ha lo scopo di incentivare lo sviluppo economico delle zone rurali italiane in conformità agli obiettivi del Green Deal europeo investendo in particolare nei pannelli fotovoltaici.

Gli aiuti consisteranno in sovvenzioni dirette fino al 90% dei costi di investimento ammessi, soggetti a massimali in funzione della capacità dell'impianto fotovoltaico interessato.

Sul portatile

Un futuro più autonomo e sostenibile

20/06/2022

Esistono ben 441 strategie di azione per aiutare l’Europa a eliminare completamente le importazioni fossili, e divenire così non solo autosufficiente dal punto di vista energetico, ma anche  a farlo a impatto zero sull’ambiente. È questo il risultato a cui sono giunti Bryn Pickering, ricercatore dell’ETH, assieme ai colleghi Francesco Lombardi e Stefan Pfenninger della TU Delft e che è stato di recente pubblicato sulla rivistaJoule .

Partendo dall’assunto secondo cui oggi l’Europa soddisfa metà del suo fabbisogno energetico attraverso le importazioni di gas e petrolio, con le conseguenze che abbiamo quotidianamente sotto gli occhi, sia in termini di costi economici che ambientali, i ricercatori hanno lavorato al fine di trovare nuove exit strategy che, se applicate, traghetterebbero il Vecchio Continente a un futuro decisamente più autonomo e sostenibile. Usando un modello capace di esplorare diverse opzioni tecnologiche, il team è quindi riuscito a immaginare ben 441 progetti di sistemi energetici europei economici, decarbonizzati e autosufficienti diffusi su ben 35 paesi. Ogni strategia, inoltre, è diversa dalle altre nei dettagli, parte da un elemento in comune: una rapida e massiccia diffusione di fonti rinnovabili, cosicché nel 2050 l’Europa sia di fatto un continente a zero emissioni.

Lavoro a distanza

Il 70% degli imprenditori agricoli sarebbe fortemente interessato a installare un sistema agrovoltaico nella propria azienda

01/06/2022

Secondo un sondaggio condotto da rinnovabili.it in collaborazione con Agro Camera il 70% degli imprenditori agricoli del nostro paese sarebbe fortemente interessato a installare un sistema agrovoltaico nella propria azienda. Il sondaggio, che è stato condotto allo scopo di fornire una panoramica delle posizioni e del livello di conoscenza degli operatori verso le potenzialità di una corretta convivenza tra fotovoltaico e coltivazioni agricole, evidenzia dunque la grande attenzione del comparto a questa tecnologia che coniuga efficacemente la produzione agricola a quella di energia sostenibile.
La ricerca si è basata su un campione di 2.632 addetti del settore e ha evidenziato, appunto, come quasi tre quarti degli intervistati ( precisamente il 70,1%) abbia interesse a installare un sistema agrovoltaico nella propria azienda. La ragione principale di tale interesse risulta essere l’opportunità economica generata dalla possibilità di vendere energia (menzionata dal 55,1% degli intervistati), mentre nel 38,8% dei casi, la motivazione è sostenere il consumo energetico dell’azienda. Tra le ragioni che oggi spingono gli imprenditori del settore agricolo ad aprire all’agrovoltaico c’è anche il riconoscimento che, grazie a questa tecnologia, le colture vengono riparate dai danni provocati da agenti atmosferici estremi (come ad esempio la grandine) e al contempo consentono una più agevole raccolta di acqua piovana da utilizzare per l’irrigazione. 

Edificio per uffici

Overshoot Day per l'Italia

17/05/2022

Dal 15 maggio l’Italia è in debito con il pianeta terra, un debito che ha a che vedere con l’ecosistema globale. In poche parole, da qualche ora per l’Italia è scattato l’Overshoot Day, ovvero il giorno in cui abbiamo consumato tutte le risorse rinnovabili, almeno per il 2022. A renderlo noto è stato il Global Footprint Network, l’organizzazione internazionale che misura l’impronta ecologica dei Paesi del mondo. Secondo le stime fatte dall’organizzazione, l’umanità sta usando la natura 1,75 volte più velocemente di quanto il nostro pianeta possa sopportare. Va da sé che a questi ritmi i danni che si provocano sono irreparabili e la soluzione sta nell’imparare a gestire il suolo e le risorse  in maniera diversa, più rispettosa degli equilibri senza i quali la nostra sopravvivenza è a rischio. L’Italia, tra l’altro, non è neanche tra i paesi maggiormente virtuosi dal punto di vista della carbon foot print: se l’anno scorso, infatti, l’Overshoot Day globale è arrivato il 29 luglio, il nostro stato aveva raggiunto quel poco ammirevole traguardo già il 13 maggio… Quest’anno il traguardo è stato tagliato due giorni dopo, troppo poco a fronte di una situazione che, di giorno in giorno mette sempre più a repentaglio la salute del pianeta.

tiro con l'arco

Dismissione uso fonti fossili per le isole non interconesse

03/05/2022

Entro la fine del 2026, quindi entro meno di 4 anni, tutte le ‘isole non interconnesse’ (piccole isole italiane che vanno dalla Toscana alla Sicilia passando per il Lazio, la Puglia e la Campania) dovranno dismettere l’uso di fonti fossili per generare energia che sarà prodotta solo da fonti rinnovabili.
Questo è quanto si legge nel Decreto Legge pubblicato nei giorni scorsi su Gazzetta Ufficiale che di fatto stabilisce, in pieno accordo con il PNRR, la nuova road map Green del nostro Paese.
Del resto la situazione attuale ha portato alla luce la necessità non solo di avvicinarsi sempre più all’autonomia energetica ma di farlo in maniera sostenibile, e quindi utilizzando fonti rinnovabili, come sole e vento.
Renergetica si è quindi già mossa trovando disponibilità al dialogo e al confronto costruttivo da parte della politica nazionale. E’ con queste premesse che intendiamo ribadire il nostro pieno sostegno al fine di raggiungere insieme obiettivi energetici così ambiziosi e sfidanti per il nostro Paese.
 
Vi terremo aggiornati!

Bellissima spiaggia

Quali sono i prossimi step della transizione?

26/04/2022

È un momento cruciale quello che il nostro Paese sta vivendo, un momento che, come lo ha definito il ministro per la Funzione Pubblica, Renato Brunetta, potrebbe trasformarsi in un “salto verde” dal punto di vista dell’energia. In audizione in Commissione Semplificazioni, Brunetta ha ribadito l’arrivo di un prossimo “decreto energia legato al tempo particolare che stiamo vivendo, legato alla sicurezza geostrategica, e all’approvvigionamento”. Cuore del prossimo decreto saranno una serie di semplificazioni legate alle rinnovabili che avranno lo scopo di rendere più snelli gli iter attuativi. In particolare sono 3 le misure più importanti  sulle quali il Governo si concentrerà: 1) la creazione di un commissario straordinario per l lo smaltimento delle giacenze riguardanti le richieste di autorizzazione per l’installazione di impianti fotovoltaici sin qui presentate; 2) una liberalizzazione dell’installazione di pannelli solari, termici o fotovoltaici, sui condomini, misura riferita a piccoli impianti con una capacità di produzione energetica limitata ; 3) la definizione per legge delle aree e della tipologia di edifici sui quali di default è possibile installare impianti Fer e produrre energia, a partire dalle aree industriali dismesse e dalle aree agricole abbandonate o non produttive da oltre 5 anni.

Seduto su una panchina

Transizione energetica: lo stato dell'arte in Italia

05/04/2022

È una situazione molto complessa quella che il nostro Paese sta vivendo sul fronte della transizione energetica, soprattutto in vista degli obiettivi fissati per il 2030. A renderlo noto è il nuovo rapporto R.E.gions 2030 del Centro Studi Elemens che evidenzia un ritardo sul fronte delle energie alternative.

Nella fattispecie, lo studio mostra come, attualmente in Italia, ci siano centrali rinnovabili complessive per 57.676 megawatt su un obiettivo al 2030 di 95.210 megawatt. Non solo, il rapporto illustra anche come più del 90% degli impianti presentati nel 2021 sia ancora in attesa di approvazione. Speriamo che il PNRR e il Decreto Semplificazioni, oltre al Semplificazioni Bis diano un’accelerazione all’iter procedurale e rappresentino la svolta positiva di cui il nostro Paese ha bisogno per un futuro green. (Fonte news: il sole 24 ore)

Giornata nuvolosa

Un segnale di una crescente e sempre più diffusa attenzione all'ambiente?

14/12/2021

L’anno scorso in Italia sono stati realizzati 23.641 nuovi impianti fotovoltaici, per una potenza complessiva di 101, 3 MWp, risultato di ristrutturazioni edilizie trainate dal Bonus Casa.

È quanto emerge dal “Rapporto annuale sull’efficienza energetica”, pubblicato da ENEA (l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile). Per quanto questo dato non riguardi direttamente il core-business di Renergetica, specializzata nello sviluppo e progettazione di grandi impianti da fonti rinnovabili, non possiamo che accoglierla positivamente come segnale di una crescente e sempre più diffusa attenzione a tutte quelle forme di energia che tutelano l’ambiente. 

Holding Plant

Basta sostegni di stato ai combustibili fossili

17/11/2021

Si è tenuta in Scozia, a Glasgow, la Cop 26, l’iniziativa che ogni anno fa il punto sullo stato dell’arte dell’ambiente e che coinvolge  26 paesi e istituzioni multilaterali in rappresentanza di un terzo del Pil mondiale. Tra polemiche e accuse di poca concretezza, mosse soprattutto dai giovani del movimento Youth4climate, l’assemblea ha comunque ottenuto un importante risultato, considerato uno dei tre pilastri dell’impegno a favore del clima annunciato il 4 novembre: “Porremo fine a nuovi sostegni pubblici diretti al settore energetico internazionale dei combustibili fossili, non abbattuti, entro la fine del 2022, eccetto in circostanze limitate e chiaramente definite che siano coerenti con un limite di riscaldamento di 1,5 °C e con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi”.

Accolta positivamente, l’iniziativa è stata sottoscritta dalla maggior parte die Paesi partecipanti a Cop 26, compresa l’Italia, ma non è stata firmata da alcuni degli Stati chiave per gli investimenti internazionali: Cina, Giappone, Corea del Sud e Germania.

Castle in Scozia

Fattorie Solari; agricoltura ed energia per il bene dell'ambiente

29/10/2021

Con “fattorie solari” si intendono realtà in cui coesistono la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile e le coltivazioni, la floricoltura o l’apicoltura. Si tratta di un modello innovativo ed ecosostenibile di agricoltura perché le fattorie solari diventano delle vere e proprie oasi di biodiversità oltre che centraline di monitoraggio ambientale, uno specchio della salute di un territorio sia dal punto di vista degli inquinanti, sia delle variazioni del livello di biodiversità presente. 

Renergetica che, fin dal momento della sua nascita, ha scelto di impegnarsi concretamente a favore della tutela dell’ambiente, è attualmente impegnata a sviluppare progetti di impianti che sempre più si integrino nel territorio, favorendo anche la nascita di nuove fattorie solari. Alcuni studi hanno, infatti, dimostrato come gli impianti fotovoltaici possano fornire lo spazio necessario a ricreare l’habitat ideale per l’allevamento delle api e la produzione di miele di qualità. Il modello di fattoria solare proposto da Renergetica ed i comprovati e significativi benefici ambientali associati hanno l’effetto di rendere il progetto vincente anche ai fini autorizzativi, poiché suscitano un forte interesse negli Enti coinvolti, che favorisce l'instaurarsi di un efficace, positivo e duraturo rapporto collaborativo con gli stessi sul territorio. 

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Che fine fanno i pannelli fotovoltaici che non si usano più?

29/07/2021

Tra i dubbi che alcune persone sollevano, a motivare la loro contrarietà al fotovoltaico, vi è anche quello legato al loro smaltimento. Detto in altre parole, c’è (ancora) chi pensa che presto o tardi ci troveremo sommersi da pannelli ormai dismessi. 

Ovviamente le cose non stanno così. Tra il 2010 e il 2013, contestualmente alle incentivazioni di Stato, nel nostro Paese si è assistito a un vero e proprio boom dei pannelli (circa 80milioni di moduli al 2012) che spuntavano come funghi sui tetti delle case dei nostri connazionali. Considerato che la vita media di uno di questi pannelli è stimata in oltre 20 anni, si stima che nel 2033, ci troveremo davanti alla necessità di smaltire circa 1,44 milioni di tonnellate moduli. E allora che succederà?

Niente di grave perché, in maniera consapevole e responsabile, il Legislatore ha pensato anche a questo e previsto un iter che consentirà ai moduli stessi di tornare a vivere, o attraverso il revamping o attraverso lo smantellamento e il successivo riutilizzo dei materiali di cui sono composti. A gestirne il finevita sono e saranno realtà specializzate e autorizzate alle operazioni che agiscono in conformità con la normativa vigente, nel pieno rispetto dell’ambiente. Perché se è vero che il fotovoltaico nasce come una risorsa green, resta green anche quando smette di funzionare.

Pickup rifiuti

Forse non tutti sanno che…
I certificati bianchi (o titoli di efficienza energetica)

15/07/2021

Se ne sente parlare spesso, ma forse non tutti sanno che i Titoli di Efficienza Energetica (TEE) o Certificati Bianchi (CB) non sono altro che titoli, a cui è attribuito un valore economico, che attestano una determinata quantità di risparmio energetico effettivamente conseguito.

In Italia esiste, dal 2001, un meccanismo, partito di fatto nel 2004, che prevede il raggiungimento di obbiettivi di efficienza energetica a livello paese, basato sulla compensazione, vi sono pertanto soggetti che operano sul mercato energetico che risultano obbligati a conseguire, ogni anno, un certo valore di risparmio.

Per soddisfare l’obbligo, tuttavia, i soggetti coinvolti possono realizzare interventi di efficienza energetica, oppure possono comprare TEE che attestino il risparmio conseguito da altri soggetti.

Vi è poi, a livello nazionale, un meccanismo che consente lo scambio dei TEE, sia direttamente fra gli operatori, che in un vero e proprio mercato centralizzato di borsa.

Ogni titolo, proprio come le azioni di società quotate, ha un valore che varia a seconda del mercato domanda offerta e di molti altri parametri.

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Raddoppiare le rinnovabili elettriche entro il 2030: la sfida italiana per centrare l’obiettivo dell’Unione Europea

28/06/2021

È un dato importante, che non possiamo trascurare se vogliamo rispettare il target fissato dalla UE circa la riduzione di emissioni dannose del 55% entro il 2030, quello che emerge dalla ricerca voluta da ANEV (Associazione Nazionale Energia del Vento).

Secondo lo studio per centrare l’obiettivo le rinnovabili elettriche dovrebbero compiere un balzo in avanti molto importante e passare da 120 TWh di produzione annua a 241 TWh, con una quota nel mix elettrico pari almeno al 70%.

Scegliere di investire nell’installazione di grandi impianti a fonte rinnovabile, anche alla luce del nuovo PNRR del Governo Italiano, si rivela oggi più che mai strategico, e non solo dal punto di vista della tutela dell’ambiente e del pianeta, ma anche da quello di un business lungimirante e destinato a crescere nel tempo.

Affidarsi a consulenti esperti nel settore, come i professionisti di Renergetica, la multinazionale tascabile della Green Energy, significa prepararsi per il futuro e dare un contributo attivo al miglioramento della vita di tutti nel nostro pianeta.

Energia eolica

L'agrivoltaico: di cosa si tratta?

04/06/2021

L’agrivoltaico è un sistema che permette di produrre energia da pannelli solari in campo aperto, in abbinamento equilibrato con le coltivazioni. Si tratta, evidentemente, di un metodo a basso impatto ambientale poiché consente un’ottima resa agricola mentre l’energia viene prodotta senza consumo di suolo ed emissioni inquinanti in atmosfera.

“L’agrivoltaico - ha dichiarato il presidente di Legambiente, Stefano Ciafani - è un modello in cui la produzione elettrica, la manutenzione del suolo e della vegetazione risultano integrate e concorrono al raggiungimento degli obiettivi produttivi, economici e ambientali dei terreni”. Il tutto con un reale e percepibile guadagno del proprietario del terreno agricolo che, grazie a questo sistema, non è costretto a mettere in competizione, o rinunciare, allo spazio di produzione alimentare con quello di produzione energetica. Sono già diversi, sia in Italia che nel mondo, i terreni nei quali questa innovativa tecnologia è stata adottata con risultati apprezzabili: le perplessità che erano state mosse in una prima fase (relative al fatto che, con le installazioni a terra dei pannelli fotovoltaici, il terreno rimanesse troppo in ombra) sono state sciolte dalla realtà dei fatti da cui è emerso, secondo gli studi di Legambiente che: “su alcune specie non vi è alcun impatto, mentre per altre può esservi addirittura un incremento di produzione. Si è capito, infatti, come l’ambiente sotto i pannelli sia più fresco d’estate riducendo i tassi di evaporazione nella stagione calda e provocando meno stress alle piante”.

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Le 5 C

20/10/2022

Gli Stati Uniti, ancora una volta fanno da apripista per quella che è destinata a diventare una tendenza globale: l’agrivoltaico. Si stima infatti che nel 2050 le installazioni fotovoltaiche richiederanno tra i 4 e i 10 milioni di acri di terreno, in parte destinate a progetti agrovoltaici. A sostenerlo, alla luce di una ricerca triennale su questa nuova e importante tecnologia sono gli autori del “Innovative Solar Practices Integrated with Rural Economies and Ecosystems” (InSPIRE).
Guidata dal National Renewable Energy Laboratory (NREL) e finanziata dall’Ufficio per le Tecnologie dell’Energia Solare del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, la ricerca è giunta ora alla sua seconda fase in cui, dopo avere accertato i benefici che l’agrivoltaico produce grazie al doppio uso dei terreni in cui i pannelli sono installati, ha identificato i 5 fattori di successo della tecnologia, le cosiddette 5 C:
1) Clima, suolo e condizioni ambientali: queste ultime devono essere adatte sia alla produzione di energia fotovoltaica che alle colture o alla copertura del suolo.
2) Configurazioni, tecnologie solari e design: La scelta della tecnologia solare, la disposizione del sito e altre infrastrutture sono molto importanti e per esempio possono incidere sulla quantità di luce che raggiunge i pannelli solari o sulla possibilità di far passare un trattore, se necessario, sotto i pannelli.
3) Selezione delle colture e dei metodi di coltivazione: i progetti agrivoltaici devono selezionare colture o coperture del terreno che prosperino sotto i pannelli nel clima locale e che siano redditizie nei mercati locali.
4) Compatibilità e flessibilità: Il fotovoltaico deve essere progettato in modo da soddisfare le esigenze di tutti i partner coinvolti: i proprietari di impianti solari, gli operatori del settore e gli agricoltori.
5) Collaborazione e partnership tra i gruppi

Los Angeles

Sole e vento nel 2021

03/10/2022

È al 10,5%, pari cioè a quasi 3000 TWh di potenza prodotta nel 2021, la quota mondiale di energia ascrivibile a alle rinnovabili, in particolare a eolico e fotovoltaico. Un 10,5% che potrebbe sembrare poco rilevante rispetto alle grandi percentuali fossili ma che nasconde un segreto: la velocità. Solo dieci anni fa, questa stessa percentuale non arrivava neppure all’1%. Oggi, come ricorda il nuovo Power Transition Trends di BloombergNEF, le due rinnovabili non programmabili crescono con una rapidità ineguagliabile. A ben guardare, è dal 2017 che i progetti eolici e fotovoltaici hanno rappresentato la maggior parte della nuova capacità produttiva aggiunta annualmente alle reti. Toccando un nuovo record proprio nel 2021 grazie alla costruzione di 364 GW di impianti. “Le rinnovabili -ricorda Luiza Demôro, responsabile delle transizioni energetiche di BloombergNEF - rappresentano attualmente la scelta predefinita per la maggior parte dei paesi che cercano di aggiungere o addirittura sostituire la capacità elettrica. Ciò non è più dovuto a mandati o sussidi, ma semplicemente al fatto che queste tecnologie sono sempre più spesso maggiormente competitive in termini di costi”. Andando più nel dettaglio, la parte del leone la fa il fotovoltaico, anche in Italia dove, nonostante le difficoltà legate all’iter autorizzativo, quest’anno il comparto ha installato oltre 1 GW in appena 6 mesi. Facendo un passo indietro e ampliando lo sguardo a tutto il globo, scopriamo invece che l’energia solare nel 2021 ha fornito la metà di tutta la capacità elettrica aggiunta. Per un totale di 182 GW e una produzione che ha superato per la prima volta i 1.000 TWh.

Tramonto in Toscana

Un nuovo inizio...

07/09/2022

Ci piace pensare che quanto sta accadendo nella Lomellina sia solo l’inizio di un nuovo modo di intendere l’energia prodotta da fonti rinnovabili. Un modo che si fonda sulla condivisione, ricalcando, con le dovute proporzioni, il modello delle solar community degli Stati Uniti: per affrontare il caro bolletta, infatti, un piccolo paese del comune di Torre Beretti e Castellaro si trasforma in 'comunità energetica', e distribuisce gratuitamente ai cittadini il surplus di corrente prodotta dal sole. il paesino di poco più di cinquecento abitanti della bassa Lomellina, in provincia di Pavia, registrando un eccesso di energia prodotta dai pannelli fotovoltaici del proprio centro sportivo, ha deciso di iniziare a metterla a disposizione della comunità, in modo da abbassare i costi familiari in vista del prossimo inverno.

Ragazze in una pratica sportiva

La Rete Nazionale per l'Agrivoltaico Sostenibile

06/07/2022

In poco più di un anno da quando è stata creata da Enea, l’agenzia nazionale per l’energia, la “Rete nazionale per l’agrivoltaico sostenibile“ conta già oltre 600 adesioni. E del resto l’obiettivo che si pone (anche alla luce del piano di investimenti previsti per l’agrivoltaico dal PNRR)  è di primaria importanza: “promuovere la definizione di un quadro normativo di settore, di strumenti di supporto ai decisori e di linee guida per realizzare impianti che consentano di produrre energia elettrica da fotovoltaico e, allo stesso tempo, di coltivare i terreni”. La rete è coordinata da Enea e raccoglie attorno a un tavolo (sempre più ampio) istituzioni, imprese e associazioni di categoria oltre a rappresentanti del mondo della ricerca e della società civile che si impegnano a favorire la diffusione di conoscenze nei settori delle nuove tecnologie per l’energia rinnovabile tra le quali un ruolo non certo secondario lo avrà l’agrivoltaico. 

Ravanelli

Parliamo delle recenti autorizzazioni rilasciate

14/06/2022

Da novembre 2021 a gennaio 2022 sono state rilasciate autorizzazioni per impianti che sfruttano le energie rinnovabili pari a 800MWp. Di questi 800 MWp la maggioranza (ossia 550MWp) è stata relativa a progetti fotovoltaici in aree agricole. La restante quota parte, ossia 250MWp è stata ripartita tra fotovoltaico in aree industriali ed  eolico.
In generale, anche alle luce delle recenti iniziative legislative del Governo, a partire dal Decreto Energia per arrivare alla sua conversione in legge dello scorso maggio, le rinnovabili sono al centro dell’attenzione nel nostro paese e con esse lo è anche l’agrivoltaico. Di recente è stato infatti creato un tavolo a cui siedono UNI (Ente Italiano di Normazione), Università Cattolica del Sacro Cuore e REM Tec che si pone lo scopo di creare linee guida univoche per l’individuazione dei terreni agricoli atti a ospitare impianti agrivoltaici. La prassi di riferimento stabilita da UNI fornirà i requisiti a cui dovranno attenersi i progetti di prossima installazione. In ogni caso è ormai assodato che affinché si possa parlare correttamente di agrivoltaico i pannelli dovranno essere mobili, fissati al terreno a una certa altezza per consentire il passaggio dei mezzi agricoli, delle persone e degli animali. In più, con la norma UNI, saranno disciplinati gli indicatori necessari al monitoraggio dei pannelli, nonché la valutazione della loro messa in servizio.

Ingegnere ispezionare Gas Line

Fit For 55 e REpowerEU: il punto della situazione in Europa

25/05/2022

Sta per compiere un anno ‘Fit for 55’, il pacchetto presentato dalla presidente della Commissione europea Ursula Von Der Leyen, che contiene 13 proposte legislative sull’energia e sul clima, aventi lo scopo comune di mettere l’Unione Europea in condizione di centrare l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra del 55% entro il 2030. "L'economia dei combustibili fossili ha raggiunto i suoi limiti, servono nuovi modelli - diceva il 14 luglio 2021 la presidente Von Der Leyen -. Abbiamo mantenuto la promessa. L'Europa è il primo continente che presenta un'architettura globale per realizzare le nostre ambizioni climatiche con una tabella di marcia”. Neanche un anno dopo , lo scenario globale ha subito uno scossone a causa del conflitto in corso in Ucraina, cosa che sembra avere imposto un cambio di passo all’UE per trovare una soluzione alla dipendenza di molti paesi europei dal gas russo. La piena attuazione del pacchetto Fit for 55 entro il 2030 e il raggiungimento del net zero emissions entro il 2050 migliorerebbe, infatti, la sicurezza energetica e ridurrebbe le emissioni. Politiche previste nell’Announced Pledges Scenario del World Energy Outlook dell'IEA, secondo il quale la domanda di energia dell'UE diminuirebbe del 12% nel 2030, mentre entro quell’orizzonte temporale le energie rinnovabili rappresenterebbero i due terzi della produzione elettrica e la domanda di elettricità aumenterebbe di quasi il 30%. Ma nel contesto attuale questo tasso di cambiamento è troppo lento. Ed ecco dunque il nuovo provvedimento REPowerEU  che integra, attraverso una serie di nuove disposizioni in materia energetica, il precedente ‘Fit for 55’: perché al netto della guerra, ciò che è emerso con prepotenza negli ultimi mesi è la necessità di accelerare la transizione energetica.

Strada tortuosa

Parliamo di cinture solari...

05/05/2022

Con la terminologia Solar Belt (letteralmente cintura solare) si intende una zona fotovoltaica a servizio di centri produttivi e centri cittadini. Premessa importante, soprattutto in considerazione del fatto che una norma con questo nome è stata inserita nel Decreto Energia. Grazie a questa norma, che potrebbe rivelarsi strategica in un’ottica di riduzione delle bollette e della dipendenza energetica dall’estero, vengono dichiarate immediatamente idonee all’installazione di impianti fotovoltaici, purché senza vincoli culturali, le aree, anche agricole, adiacenti (entro 300 metri) ai centri di consumo di energia per uso produttivo, quali gli impianti industriali e le zone a destinazione industriale, artigianale e commerciale. In altri termini, con la Solar Belt viene data una importante accelerazione agli iter di approvazione di nuovi impianti fotovoltaici. Nello specifico, così come chiarisce la norma: “Su queste aree sarà sufficiente depositare al Comune una semplice Dichiarazione asseverata di inizio lavori (DILA) per installare impianti fino a 1 MWp. Rimanendo nel limite di 3 km dalle aree produttive, invece, la potenza installabile con PAS (ed esenzione da screening in assenza di vincoli) il limite sale a 20 MWp se in modalità agrivoltaica. Per gli impianti di taglia superiore, infine, sarà necessaria l’Autorizzazione Unica”.

operaio edile

Cos'è il piano RePowerEU?

28/04/2022

Il mese scorso l'Unione Europea ha lanciato il piano RePowerEu, un progetto che ha lo scopo di calmierare e mettere un tetto al prezzo dell'energia e rendere l'Europa indipendente dai combustibili fossili ben prima del 2030. E proprio pochi giorni fa, parlando all'International Solar Alliance di Nuova Delhi, la presidente Ursula Von Der Leyen ha annunciato che "Il mese prossimo la Commissione presenterà una nuova strategia sull'energia solare, come parte del pacchetto RePowerEu”.

 

La presidente ha anche sottolineato e più volte ribadito come "La necessità di energia pulita non sia mai stata ovvia come oggi”. A conti fatti, del resto, l’Unione Europea importa il 90% del gas che consuma e questo, a prescindere dalle questioni internazionali, non è più sostenibile. Ancora meno lo è in quell’ottica di transizione ecologica che vede l’Europa in prima linea, ragione per cui, ha concluso la presidente: “Ora più che mai, occorre puntare sull'energia verde. Ogni kilowattora che generiamo di energia dal solare, dall'eolico, dall'idrico o dalle biomasse riduce la nostra dipendenza dalle fonti fossili".

edifici

Il PNRR guarda all’agrivoltaico come a un mezzo per favorire questa transizione

11/04/2022

Mai come nell’ultimo periodo le energie rinnovabili sono state al centro dell’attenzione mediatica. Tra fotovoltaico, eolico e idroelettrico si è iniziato a porre anche l’attenzione sull’agrivoltaico  una tecnologia che permette la coesistenza virtuosa tra produzione agricola  ed elettricità prodotta con i pannelli fotovoltaici. Un’opportunità che, ora appare chiaro, potrebbe dare ulteriore slancio a una diffusione su larga scala delle energie rinnovabili, senza sottrarre terreni coltivabili agli agricoltori ; obiettivo ribadito anche di recente dalla Commissione europea. In realtà, non è solo la situazione attuale del conflitto tra Russia e Ucraina a favorire l’attenzione del Governo sulle rinnovabili, già lo scorso anno con il PNRR, nella cosiddetta “Green Mission”, ben 1,1 miliardi di euro sono stati  destinati allo “sviluppo dell’agrivoltaico”, mentre altri 1,5 miliardi vengono dirottati sul “Parco agrisolare” (installazione di impianti fotovoltaici su edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale). L’obiettivo dell’investimento sull’agrivoltaico, così come recita il Pnrr consegnato dal governo Draghi all’Europa la scorsa primavera, è di “installare a regime una capacità produttiva da impianti agrovoltaici di 1,04 GW, che produrrebbe circa 1.300 GWh annui, con riduzione delle emissioni di gas serra stimabile in circa 0,8 milioni di tonnellate di CO2”.

Trapianto

Emissioni di Co2 in crescita: colpa del caro energia e dell'uso del carbone

25/03/2022

Il 2021 è stato un anno che, di fatto, ha segnato uno dei picchi più alti mai registrati nelle emissioni di CO2 nell’ambiente. Un picco che, ha fatto registrare 36,3 miliardi di tonnellate anidride carbonica nella ria (+6%) cosi come segnalato dall’IEA (International Energy Agency) e che può essere spiegato in parte con il rimbalzo della crescita dell’economia mondiale post pandemia da Covid-19, ma questo da solo non basta. Il fatto è che fattori per sostenere tale rimbalzo produttivo si è necessariamente dovuti ricorrere a un massiccio uso di energia il cui costo, come ben sappiamo, è andato via via crescendo sempre più nel corso del 2021. D’altra parte le condizioni meteo non sempre hanno favorito l’uso di delle fonti rinnovabili 8che pure, va detto, nel 2021 hanno registrato una crescita molto sostenuta), con la conseguente scelta, da parte di molti paesi del mondo di ricorrere a una maggiore combustione di carbone. Il recente conflitto tra Russia e Ucraina, poi, non sembra affatto destinato a migliorare la situazione tra gasdotti danneggiati e sanzioni economiche il futuro che ci attende, almeno sul medio periodo, desta molte preoccupazioni.

Fumo

2050: Siamo in ritardo, ma possiamo recuperare

23/11/2021

Secondo la IEA, International Energy Agency, sono solo due le tecnologie green che stanno crescendo in maniera sostenuta e idonea a  raggiungere gli obiettivi climatici del 2025. Si tratta delle auto elettriche e delle luci led, mentre ancora, nonostante l’incremento oggettivo, le energie rinnovabili come fotovoltaico ed eolico, non riescono a performare ugualmente bene. Le colpe, se di colpe vogliamo parlare, sono da ricercare tra eccessiva burocratizzazione, in alcuni paesi, ma molto più spesso in una informazione non precisa e puntuale, ma capace di creare confusione e alimentare la tendenza del Not In My Back Yard (non nel mio giardino, modo di dire con il quale si identifica una corrente di pensiero che creme l’impatto di impianti fotovoltaici o eolici nelle vicinanze della propria casa). Sempre IEA ha inoltre segnalato che solo il 2-3% dei fondi per la ripresa economica post-Covid è stato indirizzato finora alle fonti rinnovabili. Intanto il 2021 sta segnando nuovi incrementi delle emissioni di CO2, a causa del maggiore consumo di carbone, gas e petrolio.

Manifestazione

Le rinnovabili garantiscono 12 milioni di posto di lavoro nel mondo

08/11/2021

Le energie rinnovabili non solo favoriscono la tutela dell’ambiente, ma creano anche occupazione: secondo l’ultimo rapporto IRENA Renewable Energy and Jobs: Annual Review 2021, infatti, nonostante le difficoltà create dalla pandemia il settore delle green Energy ha incrementato la propria capacità occupazionale di 500mila nuovi posti di lavoro per un totale di 12milioni di persone impiegate.

La classifica mostra anche come a trainare la crescita siano, in particolare il fotovoltaico e l’eolico, rispettivamente con 3,98 e 1,25 milioni di posti di lavoro  assicurati nel mondo nel solo 2020. 

Per quanto riguarda invece le singole nazioni, si scopre che la Cina guida la classifica con 4,7milioni di occupati, seguita da Brasile, con 1,2 milioni e Stati Uniti (Paese in cui Renergetica è presente con la propria controllata Renergetica USA Corp.) con 838.000. I Paesi dell’Unione Europea, nel loro insieme, sono fermi a 1,3milioni di posti di lavoro.

lavoro digitale

Il pianeta e il mercato spingono verso la sostenibilità!

15/09/2021

La crisi pandemica, che ha toccato tutto il mondo nel 2020, ha spinto i governi a puntare sull’innovazione e sulla sostenibilità. Infatti, il mercato energetico si sta muovendo verso un cambiamento netto. 
Il Financial Times riporta che “il Cile ha messo a punto uno dei piani più ambiziosi del mondo per le energie rinnovabili”, aggiungendo che oltre il 40% degli investimenti diretti esteri dell’anno scorso  in Cile è andato alle energie rinnovabili e che il Paese è stato classificato al primo posto nel mondo per l’attrattiva dal Climatescope di Bloomberg.Ma non è l’unico Stato a muoversi in tale direzione: anche la Spagna nel 2020 ha installato, infatti, 4,6 gigawatt di rinnovabili. Noi di Renergetica siamo particolarmente felici di queste notizie che mostrano come in Cile e Spagna,paesi in cui siamo presenti, vi sia un orientamento così spiccato verso le rinnovabili. 

Santiago del Cile

La responsabilità delle fake-news sul cambiamento climatico

15/07/2021

Lo abbiamo scoperto in maniera ‘definitiva’ durante i lunghi mesi della pandemia da Covid-19 quando, scorrendo le notizie sulle nostre timeline, ci imbattevamo in articoli che raccontavano di pipistrelli, virus con le zampe, salti di specie, complotti internazionali di qualche forza oscura e di falde acquifere avvelenate. La realtà è che le fake-news, complici quei moltiplicatori che sono i social network, oggi si diffondono a una velocità impressionante e spesso, grazie al criterio di verosimiglianza con le quali sono scritte, riescono a fare breccia in un pubblico sempre più vasto. 

Non c’è un ambito in cui le fake-news non provino a creare scompiglio e confusione rischiando, come nel caso di cui vi parliamo oggi, di rallentare processi virtuosi e necessari alla salvaguardia dell’ambiente e alla tutela del nostro pianeta.

La premessa è che ad oggi, in Italia (considerando gli ultimi 40 anni) il fotovoltaico ha realizzato circa 21.000 MW, utilizzando circa 40.000 ettari di cui meno della metà su terreni agricoli e il resto su tetti di case, capannoni, pensiline o altro.

Se però si vuole raggiungere l’obiettivo del 2030, che raddoppierà la potenza installata, è inevitabile che a entrare in gioco sarà anche l’agrivoltaico. E qui nascono i problemi. Perché da tipo ormai circolano notizie, non  suffragate da alcune verità scientifica, che sosterrebbero una impossibile coesistenza tra agricoltura e fotovoltaico. Il tutto in barba alle evidenze che hanno mostrato come, con progetti correttamente studiati e realizzati, vi siano determinate tipologie di colture che, anzi, beneficiano del riparo offerto dai pannelli installati. Non solo: l’evoluzione tecnologica propria del settore delle rinnovabili ha di recente dato vita a nuovi pannelli trasparenti e dotati di un avanzato sistema di micro-tracking ottico. Se ancora, però, questo non bastasse, occorre ricordare che la direttiva Europea UE 2001/77/CE recepita in Italia tramite L. 387/2003, all’art.12, consente la realizzazione di impianti fotovoltaici a terra su terreni agricoli, senza necessità di variante urbanistica, motivando tale scelta con la necessità di favorire l’introduzione delle fonti rinnovabili endogene in sostituzione del ricorso a combustibili fossili, inquinanti e di importazione, riconoscendo eccezionalmente alle energie rinnovabili parità di valorizzazione rispetto alle attività agricole. In tal senso si sono più volte pronunciati TAR e Consiglio di Stato, con sentenze che hanno confermato le richieste di realizzazioni in ambito agricolo.

Energia sostenibile

La transizione ecologica passa dall'agrivoltaico

07/07/2021

È un obiettivo ambizioso e importante quello dichiarato dalla sottosegretaria al Ministero della Transizione Ecologica, Vannia Gava che, rispondendo a un’interrogazione parlamentare ha affermato come, al fine di far crescere la quota energetica verde tutelando il patrimonio culturale ma anche il paesaggio, i campi, le foreste e i corpi idrici,  “Sia stato istituito un gruppo di lavoro tecnico a cui partecipano componenti del Ministero della transizione ecologica, del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e 10 amministrazioni regionali”. Occhi puntati, quindi sull’agrivoltaico per il quale, oggi ancor più che in passato, si rivela necessario definire spazi e modalità che sanciscano il connubio tra impianti solari e agricoltura. Il lavoro del neonato gruppo  si concentrerà sulla definizione giuridica di «area idonea» e sui criteri di individuazione di tali aree da parte delle regioni.

Panorama verde

Quando i preconcetti non aiutano l'ambiente

14/06/2021

Secondo un recente studio che indaga le ragioni dell’accettazione o del rifiuto sociale delle Fonti di Energia Rinnovabili, denominato “Trends in Social Acceptance of Renewable Energy Across Europe—A Literature Review” (2020) tra i motivi che suscitano maggiore opposizione si trova il cosiddetto NIMBY (Not in My BackYard, tradotto: non nel mio giardino). Si tratta di un fenomeno che, di fatto, spesso  rallenta lo sviluppo di queste fonti energetiche e determinato da preconcetti veri e propri, quando non da fattori psicologici ed emotivi.
La ricerca, condotta dal 2001 al 2019 su 25 casi di studio, ha evidenziato come spesso a determinare il rifiuto dell’installazione di un impianto sul proprio territorio vi sia l’idea che esso deturperà il paesaggio o, peggio ancora, determinerà problemi (non meglio precisati) sulla salute delle persone che vivono nell’area interessata dal nuovo impianto.
Si tratta, appunto, di preconcetti che spesso si ritrovano anche in coloro che sostengono l’urgenza delle energie rinnovabili, ma non la loro penetrazione all’interno della propria comunità e del proprio territorio.
Come operatori di questo settore, radicati in diversi Paesi del mondo, pur sapendo di non poter sciogliere il nodo emotivo che sta alla base di tali riserve, noi di Renergetica desideriamo rassicurare quanti, ancora oggi, si trovino a dubitare dell’opportunità di cedere un terreno per l’installazione di impianti fotovoltaici o eolici. Un progetto studiato da professionisti ed esperti, in grado di individuare le scelte tecnologiche più idonee e performanti a seconda dei singoli casi, spesso si rivela la soluzione ideale per una gestione energetica efficace, sostenibile, che non danneggia il paesaggio e può convivere con le coltivazioni agricole, come dimostra il successo sempre più diffuso nel mondo dell’agrivoltaico.

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