logo_colori_fondo trasparente.png
Configurazione WFH

BLOG

DI TUTTO UN PO' DAL NOSTRO MONDO

Il pianeta e il mercato spingono verso la sostenibilità!

15/09/2021

La crisi pandemica, che ha toccato tutto il mondo nel 2020, ha spinto i governi a puntare sull’innovazione e sulla sostenibilità. Infatti, il mercato energetico si sta muovendo verso un cambiamento netto. 
Il Financial Times riporta che “il Cile ha messo a punto uno dei piani più ambiziosi del mondo per le energie rinnovabili”, aggiungendo che oltre il 40% degli investimenti diretti esteri dell’anno scorso  in Cile è andato alle energie rinnovabili e che il Paese è stato classificato al primo posto nel mondo per l’attrattiva dal Climatescope di Bloomberg.Ma non è l’unico Stato a muoversi in tale direzione: anche la Spagna nel 2020 ha installato, infatti, 4,6 gigawatt di rinnovabili. Noi di Renergetica siamo particolarmente felici di queste notizie che mostrano come in Cile e Spagna,paesi in cui siamo presenti, vi sia un orientamento così spiccato verso le rinnovabili. 

Santiago del Cile

La responsabilità delle fake-news sul cambiamento climatico

15/07/2021

Lo abbiamo scoperto in maniera ‘definitiva’ durante i lunghi mesi della pandemia da Covid-19 quando, scorrendo le notizie sulle nostre timeline, ci imbattevamo in articoli che raccontavano di pipistrelli, virus con le zampe, salti di specie, complotti internazionali di qualche forza oscura e di falde acquifere avvelenate. La realtà è che le fake-news, complici quei moltiplicatori che sono i social network, oggi si diffondono a una velocità impressionante e spesso, grazie al criterio di verosimiglianza con le quali sono scritte, riescono a fare breccia in un pubblico sempre più vasto. 

Non c’è un ambito in cui le fake-news non provino a creare scompiglio e confusione rischiando, come nel caso di cui vi parliamo oggi, di rallentare processi virtuosi e necessari alla salvaguardia dell’ambiente e alla tutela del nostro pianeta.

La premessa è che ad oggi, in Italia (considerando gli ultimi 40 anni) il fotovoltaico ha realizzato circa 21.000 MW, utilizzando circa 40.000 ettari di cui meno della metà su terreni agricoli e il resto su tetti di case, capannoni, pensiline o altro.

Se però si vuole raggiungere l’obiettivo del 2030, che raddoppierà la potenza installata, è inevitabile che a entrare in gioco sarà anche l’agrivoltaico. E qui nascono i problemi. Perché da tipo ormai circolano notizie, non  suffragate da alcune verità scientifica, che sosterrebbero una impossibile coesistenza tra agricoltura e fotovoltaico. Il tutto in barba alle evidenze che hanno mostrato come, con progetti correttamente studiati e realizzati, vi siano determinate tipologie di colture che, anzi, beneficiano del riparo offerto dai pannelli installati. Non solo: l’evoluzione tecnologica propria del settore delle rinnovabili ha di recente dato vita a nuovi pannelli trasparenti e dotati di un avanzato sistema di micro-tracking ottico. Se ancora, però, questo non bastasse, occorre ricordare che la direttiva Europea UE 2001/77/CE recepita in Italia tramite L. 387/2003, all’art.12, consente la realizzazione di impianti fotovoltaici a terra su terreni agricoli, senza necessità di variante urbanistica, motivando tale scelta con la necessità di favorire l’introduzione delle fonti rinnovabili endogene in sostituzione del ricorso a combustibili fossili, inquinanti e di importazione, riconoscendo eccezionalmente alle energie rinnovabili parità di valorizzazione rispetto alle attività agricole. In tal senso si sono più volte pronunciati TAR e Consiglio di Stato, con sentenze che hanno confermato le richieste di realizzazioni in ambito agricolo.

Energia sostenibile

La transizione ecologica passa dall'agrivoltaico

07/07/2021

È un obiettivo ambizioso e importante quello dichiarato dalla sottosegretaria al Ministero della Transizione Ecologica, Vannia Gava che, rispondendo a un’interrogazione parlamentare ha affermato come, al fine di far crescere la quota energetica verde tutelando il patrimonio culturale ma anche il paesaggio, i campi, le foreste e i corpi idrici,  “Sia stato istituito un gruppo di lavoro tecnico a cui partecipano componenti del Ministero della transizione ecologica, del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e 10 amministrazioni regionali”. Occhi puntati, quindi sull’agrivoltaico per il quale, oggi ancor più che in passato, si rivela necessario definire spazi e modalità che sanciscano il connubio tra impianti solari e agricoltura. Il lavoro del neonato gruppo  si concentrerà sulla definizione giuridica di «area idonea» e sui criteri di individuazione di tali aree da parte delle regioni.

Panorama verde

Quando i preconcetti non aiutano l'ambiente

14/06/2021

Secondo un recente studio che indaga le ragioni dell’accettazione o del rifiuto sociale delle Fonti di Energia Rinnovabili, denominato “Trends in Social Acceptance of Renewable Energy Across Europe—A Literature Review” (2020) tra i motivi che suscitano maggiore opposizione si trova il cosiddetto NIMBY (Not in My BackYard, tradotto: non nel mio giardino). Si tratta di un fenomeno che, di fatto, spesso  rallenta lo sviluppo di queste fonti energetiche e determinato da preconcetti veri e propri, quando non da fattori psicologici ed emotivi.
La ricerca, condotta dal 2001 al 2019 su 25 casi di studio, ha evidenziato come spesso a determinare il rifiuto dell’installazione di un impianto sul proprio territorio vi sia l’idea che esso deturperà il paesaggio o, peggio ancora, determinerà problemi (non meglio precisati) sulla salute delle persone che vivono nell’area interessata dal nuovo impianto.
Si tratta, appunto, di preconcetti che spesso si ritrovano anche in coloro che sostengono l’urgenza delle energie rinnovabili, ma non la loro penetrazione all’interno della propria comunità e del proprio territorio.
Come operatori di questo settore, radicati in diversi Paesi del mondo, pur sapendo di non poter sciogliere il nodo emotivo che sta alla base di tali riserve, noi di Renergetica desideriamo rassicurare quanti, ancora oggi, si trovino a dubitare dell’opportunità di cedere un terreno per l’installazione di impianti fotovoltaici o eolici. Un progetto studiato da professionisti ed esperti, in grado di individuare le scelte tecnologiche più idonee e performanti a seconda dei singoli casi, spesso si rivela la soluzione ideale per una gestione energetica efficace, sostenibile, che non danneggia il paesaggio e può convivere con le coltivazioni agricole, come dimostra il successo sempre più diffuso nel mondo dell’agrivoltaico.

Campo in erba progettato

Che fine fanno i pannelli fotovoltaici che non si usano più?

29/07/2021

Tra i dubbi che alcune persone sollevano, a motivare la loro contrarietà al fotovoltaico, vi è anche quello legato al loro smaltimento. Detto in altre parole, c’è (ancora) chi pensa che presto o tardi ci troveremo sommersi da pannelli ormai dismessi. 

Ovviamente le cose non stanno così. Tra il 2010 e il 2013, contestualmente alle incentivazioni di Stato, nel nostro Paese si è assistito a un vero e proprio boom dei pannelli (circa 80milioni di moduli al 2012) che spuntavano come funghi sui tetti delle case dei nostri connazionali. Considerato che la vita media di uno di questi pannelli è stimata in oltre 20 anni, si stima che nel 2033, ci troveremo davanti alla necessità di smaltire circa 1,44 milioni di tonnellate moduli. E allora che succederà?

Niente di grave perché, in maniera consapevole e responsabile, il Legislatore ha pensato anche a questo e previsto un iter che consentirà ai moduli stessi di tornare a vivere, o attraverso il revamping o attraverso lo smantellamento e il successivo riutilizzo dei materiali di cui sono composti. A gestirne il finevita sono e saranno realtà specializzate e autorizzate alle operazioni che agiscono in conformità con la normativa vigente, nel pieno rispetto dell’ambiente. Perché se è vero che il fotovoltaico nasce come una risorsa green, resta green anche quando smette di funzionare.

Pickup rifiuti

Forse non tutti sanno che…
I certificati bianchi (o titoli di efficienza energetica)

15/07/2021

Se ne sente parlare spesso, ma forse non tutti sanno che i Titoli di Efficienza Energetica (TEE) o Certificati Bianchi (CB) non sono altro che titoli, a cui è attribuito un valore economico, che attestano una determinata quantità di risparmio energetico effettivamente conseguito.

In Italia esiste, dal 2001, un meccanismo, partito di fatto nel 2004, che prevede il raggiungimento di obbiettivi di efficienza energetica a livello paese, basato sulla compensazione, vi sono pertanto soggetti che operano sul mercato energetico che risultano obbligati a conseguire, ogni anno, un certo valore di risparmio.

Per soddisfare l’obbligo, tuttavia, i soggetti coinvolti possono realizzare interventi di efficienza energetica, oppure possono comprare TEE che attestino il risparmio conseguito da altri soggetti.

Vi è poi, a livello nazionale, un meccanismo che consente lo scambio dei TEE, sia direttamente fra gli operatori, che in un vero e proprio mercato centralizzato di borsa.

Ogni titolo, proprio come le azioni di società quotate, ha un valore che varia a seconda del mercato domanda offerta e di molti altri parametri.

certificati-bianchi-cosa-sono.jpg

Raddoppiare le rinnovabili elettriche entro il 2030: la sfida italiana per centrare l’obiettivo dell’Unione Europea

28/06/2021

È un dato importante, che non possiamo trascurare se vogliamo rispettare il target fissato dalla UE circa la riduzione di emissioni dannose del 55% entro il 2030, quello che emerge dalla ricerca voluta da ANEV (Associazione Nazionale Energia del Vento).

Secondo lo studio per centrare l’obiettivo le rinnovabili elettriche dovrebbero compiere un balzo in avanti molto importante e passare da 120 TWh di produzione annua a 241 TWh, con una quota nel mix elettrico pari almeno al 70%.

Scegliere di investire nell’installazione di grandi impianti a fonte rinnovabile, anche alla luce del nuovo PNRR del Governo Italiano, si rivela oggi più che mai strategico, e non solo dal punto di vista della tutela dell’ambiente e del pianeta, ma anche da quello di un business lungimirante e destinato a crescere nel tempo.

Affidarsi a consulenti esperti nel settore, come i professionisti di Renergetica, la multinazionale tascabile della Green Energy, significa prepararsi per il futuro e dare un contributo attivo al miglioramento della vita di tutti nel nostro pianeta.

Energia eolica

L'agrivoltaico: di cosa si tratta?

04/06/2021

L’agrivoltaico è un sistema che permette di produrre energia da pannelli solari in campo aperto, in abbinamento equilibrato con le coltivazioni. Si tratta, evidentemente, di un metodo a basso impatto ambientale poiché consente un’ottima resa agricola mentre l’energia viene prodotta senza consumo di suolo ed emissioni inquinanti in atmosfera.

“L’agrivoltaico - ha dichiarato il presidente di Legambiente, Stefano Ciafani - è un modello in cui la produzione elettrica, la manutenzione del suolo e della vegetazione risultano integrate e concorrono al raggiungimento degli obiettivi produttivi, economici e ambientali dei terreni”. Il tutto con un reale e percepibile guadagno del proprietario del terreno agricolo che, grazie a questo sistema, non è costretto a mettere in competizione, o rinunciare, allo spazio di produzione alimentare con quello di produzione energetica. Sono già diversi, sia in Italia che nel mondo, i terreni nei quali questa innovativa tecnologia è stata adottata con risultati apprezzabili: le perplessità che erano state mosse in una prima fase (relative al fatto che, con le installazioni a terra dei pannelli fotovoltaici, il terreno rimanesse troppo in ombra) sono state sciolte dalla realtà dei fatti da cui è emerso, secondo gli studi di Legambiente che: “su alcune specie non vi è alcun impatto, mentre per altre può esservi addirittura un incremento di produzione. Si è capito, infatti, come l’ambiente sotto i pannelli sia più fresco d’estate riducendo i tassi di evaporazione nella stagione calda e provocando meno stress alle piante”.

Agrivoltaico.png
Blogger ' s Desk